Frantoi oleari tradizionali: macine in pietra, torchio e fiescoli.

Spremitura a freddo con mezzi meccanici tradizionali. L'indispensabile: il lavoro dell'uomo per ottenere un prodotto di qualità superiore.

Metodo tradizionale per l’estrazione di olio d’oliva: macine in pietra, fiescoli e pressa.

Le olive defogliate vengono lavate e poi frantumate tramite grosse ruote di granito. La pressione morbida delle macine, che ruotano molto lentamente, consente di ottenere una pasta di olive frantumate fra i 13 e i 18 gradi di temperatura (temperatura ambiente). La pasta così ottenuta viene rimescolata (gramolatura), per favorire la separazione olio/acqua. Viene poi posta su dei diaframmi (fiescoli) a comporre una sorta di torre che viene in seguito messa sotto la pressa che a 500 atm di pressione, separa la parte liquida da quella solida (sansa).
La sansa sarà inviata ai sansifici che provvederanno alla estrazione tramite solventi chimici della restante parte di olio non fuoriuscita.

Tornando al mosto, composto da olio e acqua di vegetazione, viene poi avviato ad un separatore finale che per decantazione naturale separa l’olio dall’acqua e dalle altre impurità. L’olio viene fatto decantare in botte d’acciaio fino a marzo/aprile e successivamente imbottigliato, 3/4 mesi prima dell’imbottigliamento, l’olio sarà velato e continuerà a depositare in bottiglia, creando uno strato di colore marrone (morchia) sul fondo, questo non compromette la qualità dell’olio.
Quest’olio viene denominato come “SPREMUTO A FREDDO”.